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CEMENTO sui DENTI

Aggiornamento a Luglio 2013. Il PROGETTO e' STATO BLOCCATO (Link)

250.000mq per Mesero, 100.000 mq per Marcallo, una superficie equivalente a 50 campi da calcio sta per essere CEMENTIFICATA. E' emergenza ambientale ed anche democratica.

IL VIDEO di DENUNCIA direttamente da CEMENTO SUI DENTI del 28-1-12

 

I Documenti Ufficiali del Progetto

Valutazione Ambientale Strategica

Decreto Finale VAS con prescrizioni

Stato attuale iter burocratico

Scheda del Procedimento in Provincia

Alcuni autorevoli articoli a riguardo:

Fondo Ambiente Italiano

Stop al Consumo di Territorio

Diversi Orizzonti

Volantino Informativo

Articolo Logos

Curiosità

Il Consigliere Fabio Prina in prima pagina sul Settegiorni: "Rinuncia all'indennità ed invita i consiglieri a seguirlo" (Link Articolo - Approfondimento)

MESERO e DEGRADO
Quasi 90.000 i mq di stabili abbandonati su territorio Meserese, con che criterio si decide di costruire ancora!?
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Bloccato Recupero Area Esab: dove c’è lavoro, non c’è il Sindaco..

Come qualcuno ha già saputo, l’Area Esab è stata acquistata  l’area è stata acquistata dalla “Sogedim SRL ”  nota Impresa della zona . La collocazione dell’area, vista la presenza dell’A4 e della Boffalora Malpensa, sarebbe molto indicata per una società che si occupa di logistica, anche se sarebbe limitativo immaginare questa nuova sede come solo un enorme magazzino. Il business della Sogedim è molto diversificato e complesso. Si avvale infatti di un nutrito e combattivo team, abbastanza numeroso se si contano l’area commerciale e quella amministrativa. L’apertura di questa nuova sede quindi PORTERÀ LAVORO. Saranno infatti inizialmente 80 le posizioni che si apriranno e che potranno potenzialmente essere coperte anche da nuovo personale Meserese, per poi arrivare a 300 quando il sito sarà completamente attivo.

Queste premesse evidenziano quantomeno che la questione necessiterebbe della massima attenzione da parte dell’amministrazione comunale visto che, oltre posti di lavoro, c’è in gioco il recupero di un’enorme area dismessa (l’ESAB appunto) e del relativo stabile ormai fatiscente, coperto interamente da eternit. Eppure il Sindaco Molla non ha mai voluto incontrare il titolare dell’azienda: “Contestualmente, in data 08 gennaio 2013 abbiamo richiesto telefonicamente al sindaco un appuntamento per illustrare la nostra iniziativa. La nostra richiesta è rimasta priva di riscontro. In data 09 gennaio abbiamo sollecitato per iscritto la nostra richiesta di appuntamento. Anche la seconda richiesta è rimasta priva di riscontro. Dopo vari tentativi…..


 

 

… Da allora, risultando palese ed evidente il fatto che, per motivi a noi sconosciuti, l’amministrazione non voglia intrattenere rapporti con noi, ma al contrario voglia ostacolare in tutti modi le iniziative fino ad oggi prodotte, in data 19 aprile ho inviato una lettera di forte rammarico per il comportamento vergognoso e inammissibile del signor sindaco.” Quello che avete letto evidenziato in corsivo, è un estratto del comunicato ufficiale che abbiamo ricevuto direttamente dall’imprenditore Codazzi e pubblicato integralmente in coda a quest’articolo.

Paradossalmente, l’interlocuzione con l’Area Tecnica di Mesero è andata anche peggio in quanto l’Ufficio nella persona della dott.ssa Bianchi, come ben esposto nel comunicato, sembra voler trovare ogni cavillo possibile per ostacolare i lavori. L’imprenditore Codazzi si è già rivolto due volte al TAR e sta valutando addirittura la possibilità di “segnalare alla Procura della Repubblica questi atteggiamenti ostruttivi“, tanto la questione sembra assurda e viziata.

Se Mesero da una parte può guadagnare posti di lavoro ed il recupero di un’area dismessa di circa 60.000 mq, dall’altra, oltre alle consulenze legali per difendersi dalle citazioni al TAR, può trovarsi a dover sborsare centinaia di migliaia di Euro per i danni dovuti ai gravi ritardi accumulati che stanno danneggiando pesantemente il business della Sogedim.

L’area del casello autostradale quindi, si rivela per l’ennesima volta al centro dei riflettori insieme all‘incapacità urbanistica del “Team Molla“: “Ci viene anche il dubbio che forse il comune di Mesero, somaro inadempiente, incapace di dotarsi di PGT nei termini stabiliti, stia cercando scientemente di ESTORCERE all’impresa oneri non dovuti per un sito esistente da 45 anni ? Non lo sappiamo.”…“Forse che  il nostro insediamento di Mesero,  troppo vicino al  nuovo (ora fallito) piano integrato “infastidiva” il sindaco o qualche suo interesse ? Non sappiamo neanche questo.”- estratto comunicato-

L’amministrazione infatti ha inseguito per anni quel fantomatico lavoro che avrebbe dovuto portare il Piano Integrato ma che la provincia ha valutato inesistente bloccando il progetto. Ora che il lavoro ce lo troviamo sotto il naso, non siamo in grado di approfittarne. Eppure l’area ESAB ed il PII sono divisi solo da una strada ma il metodo sembra palesemente contraddittorio. A Sud della Via Mattei, per il PI, ogni cavillo viene interpretato con caparbietà a favore della speculazione edilizia. Dall’altra parte della strada, a Nord, dove il lavoro c’è, senza consumo di suolo, il comportamento della stessa amministrazione risulta essere opposto. “E pensare che il Sindaco si era impegnato ufficialmente, con tanto di verbali sottoscritti, ad “ attivare tutte le provvidenze per favorire l’insediamento di attività produttive per compensare la chiusura ESAB..” i verbali sono tutti pubblici e disponibili.” – estratto comunicato-

L’articolo qui proposto quindi, vuole essere un appello pubblico al dialogo. Che il sindaco ci spieghi le motivazioni di questa controversa situazione, con l’augurio che non si sottragga di nuovo pubblicamente al confronto, considerato che non sarebbe una novità. L’abbiamo visto “fuggire” già in un paio di occasioni per temi inerenti la gestione del territorio (linklink). Speriamo che quella di oggi, non sia la terza occasione: questa volta ci costerà caro…

Di seguito il comunicato integrale che abbiamo ricevuto, sottoscritto dall’imprenditore Emanuele Codazzi, proprietario della Sogedim e, conseguentemente, del sito Ex Esab.

 

Giova premettere  che la  Sogedim esercita da 30 anni la propria attività industriale nei settori delle spedizioni nazionali ed internazionali terrestri (stradali-ferroviarie), aeree e  marittime, e in genere nel settore della logistica industriale integrata, attività principalmente dedicata al servizio di una clientela internazionale la cui acquisizione permette di gestire nel nostro Paese spedizioni dirette in tutto il mondo, con considerevole beneficio anche per l’economia nazionale.

A tal fine essa utilizza attualmente l’impianto avente una superficie di circa 11.000 mq. di pavimento posto ad Inveruno, in corso Europa n. 44, al quale direttamente e indirettamente dedicano la loro attività lavorativa 160 addetti.

In radicale controtendenza rispetto alla disastrosa fase di crisi che sta investendo l’economia nazionale ed europea in genere, l’azienda si trovava nella necessità di potenziare la propria attività per far fronte alle esigenze del mercato; pertanto in forza di contratto di compravendita stipulato il 31 luglio 2012 essa ha acquistato il fabbricato industriale ex esab di Mesero , da affiancare all’esistente sede di Inveruno e nel quale svolgere le attività di smistamento delle spedizioni internazionali import/export provenienti da e dirette verso tutto il mondo. Nella prima fase la sede di Mesero occuperebbe circa  80 addetti  con il progressivo incremento delle maestranze fino a superare a pieno regime le 300 unità. Nel nostro settore il rapporto addetti/superficie  e di circa 1 addetto ogni 50 metri quadri coperti.

 

Fatti:

Nel corso  del 2011 abbiamo avviato i contatti con la proprietà per l’acquisizione del sito di Mesero.

Nella fase di trattativa abbiamo incaricato lo studio legale Belvedere, noto studio di esperti avvocati urbanisti, di verificare la fattibilità dell’operazione sotto il profilo tecnico urbanistico. Durante la fase di

“ due diligence” , i nostri avvocati  hanno anche incontrato il dirigente dell’ufficio tecnico di allora arch. Serati; durante tale incontro non emerse alcun aspetto ostativo all’insediamento della nostra attività nell’area ex Esab.  La conclusione della “due diligence”  ha previsto anche un incontro col il sindaco di Mesero, al quale abbiamo presentato sommariamente la nostra azienda, invitandolo ufficialmente, unitamente all’arch. Serati, a recarsi presso la nostra sede di Inveruno al fine di visionare il nostro impianto industriale e di avere un chiaro quadro dei nostri futuri progetti di espansione inerenti l’area ex Esab.

 

Nel corso del 2012 abbiamo perfezionato le indagini urbanistiche necessarie e fondamentali all’ottenimento dei finanziamenti; in data 31 luglio 2012, in forza dell’atto di compravendita stipulato, siamo diventati proprietari dell’area ex ESAB.

 

Successivamente, da settembre a dicembre 2012 , abbiamo avviato e concluso la progettazione degli interventi di risanamento e riqualificazione dell’area da presentare all’ufficio tecnico ad inizio 2013.

Contestualmente, in data 08 gennaio abbiamo richiesto telefonicamente al sindaco un appuntamento per illustrare la nostra iniziativa. La nostra richiesta è rimasta priva di riscontro.

In data 09 gennaio abbiamo sollecitato per iscritto la nostra richiesta di appuntamento. Anche la seconda richiesta è rimasta priva di riscontro.

Dopo vari tentativi di contatto telefonico con la segreteria del sindaco, andati a vuoto in quanto il sindaco non era mai presente in ufficio per problemi “personali”.

In data 09 Gennaio abbiamo richiesto un appuntamento anche con l’ufficio tecnico per illustrare la nostra iniziativa,  ma l’ufficio tecnico nella persona della dott.ssa Bianchi ha negato l’incontro asserendo mancanza di disponibilità a di tempo oltre al fatto che in assenza di strumento urbanistico sarebbero stati ammessi solo interventi edilizi di natura manutentiva.

 

Non potendo in nessun modo interloquire con l’amministrazione pubblica di Mesero, in data 15 febbraio abbiamo depositato il cosidetto  “ piano di utilizzo “ per l’impiego del materiale oggetto del movimento terra in esubero. Nel nostro progetto ,  risultano infatti eccedenti circa 40mila metri cubi di materiale certificato  su cui l’Autostrada  A4 , facente parte integrale del “piano di utilizzo” stesso, conterebbe per approvvigionare il proprio cantiere attiguo al sito di Mesero. In alternativa noi dovremmo spendere oltre 300mila euro per conferire il materiale alle discariche mentre l’autostrada dovrebbe presumibilmente spendere altrettanto per approvvigionarsi.

Sarebbe una vera assurdità ma sta davvero accadendo!

 

La legge prevede che il comune abbia 90 giorni di tempo per convalidare o eccepire tale “piano di utilizzo”.

Il comune,  in maniera del tutto inaspettata,  ha  illegittimamente rigettato il “ piano di utilizzo “ nel tempo record di 10 giorni, in data 25 Febbraio,  adducendo motivazioni illegittime e del tutto prive di fondamento giuridico.

 

Ritenendo tale comportamento dell’ufficio tecnico del tutto insensato, abbiamo tentato nuovamente ed in tutti i modi di contattare il sindaco per metterlo al corrente della situazione. In data 01 marzo abbiamo richiesto ancora una volta per iscritto una data per un incontro ufficiale. Anche la richiesta scritta del  01 marzo è rimasta priva di riscontro.

Abbiamo sollecitato nuovamente  per iscritto un incontro in data 07 marzo. Nessuna risposta.

In data 20 marzo abbiamo risollecitato telefonicamente presso la segreteria un incontro ma la segreteria ha risposto  che tutti i solleciti erano stati puntualmente inoltrati e che più di questo non poteva fare.

In data 25 marzo, sempre per iscritto e per posta certificata, abbiamo nuovamente richiesto un incontro citando tutti i tentativi di contatto precedenti.  Finalmente, in data 27 marzo il sindaco rispondeva per iscritto chiedendo di ” specificare l’oggetto dell’incontro”… abbiamo prontamente  risposto semplicemente  rimandando alle nostre  richieste precedenti ed in particolare alla lettera inviata in data 01 marzo.

 

Da allora, risultando  palese ed evidente il fatto che, per motivi a noi sconosciuti, l’amministrazione non voglia intrattenere rapporti con noi, ma al contrario voglia ostacolare in tutti modi le iniziative fino ad oggi prodotte,  in data 19 aprile ho inviato una lettera di  forte rammarico per il comportamento vergognoso e inammissibile del signor sindaco.

 

Nel frattempo, abbiamo depositato ricorso al TAR contro l’atto del 25 febbraio con il quale  l’ufficio tecnico  aveva negato  il “ piano di utilizzo”   adducendo la mancanza di titolo abilitativo  quale  motivazione al diniego.   Oltre  a ciò, nel tentativo di sensibilizzare  l’ufficio tecnico ad una rivalutazione sul  precedente e frettoloso diniego, abbiamo inviato una “istanza di rivalutazione”  al nostro piano di utilizzo allegando una completa relazione scritta da uno dei più  autorevoli avvocati urbanisti italiani.

Il comune, evidentemente impacciato ed ignorando completamente la materia, ha  maldestramente inviato una  “ richiesta di parere” all’ARPA fuori tempo e fuori luogo.

Il TAR ha  decretato che tale impropria richiesta del comune all’ARPA, successiva al provvedimento di diniego, aveva già di fatto annullato il provvedimento stesso e ordinava pertanto al comune di esprimersi nuovamente in merito al piano di utilizzo nei termini di legge.

 

Scavi a parte, nel mese di marzo, non riuscendo tramite il nostro professionista a parlare neanche con l’ufficio tecnico che si negava continuamente dicendo che non aveva tempo abbiamo verificato se la mancanza di tempo corrispondesse a verità. Abbiamo incaricato un altro professionista, ben conosciuto dall’ufficio tecnico,  a fissare un incontro con  il tecnico comunale senza specificare il motivo e il mandante dell’incontro.

Ebbene, miracolo dell’ufficio tecnico nella persona della dott.ssa Bianchi, che ha trovato immediatamente il tempo per concedere a questo tecnico ciò che ha negato a noi per mesi, un  semplice incontro interlocutorio.

In data 29 marzo presentavamo la DIA per  le opere di risanamento sull’immobile.

Il comune aveva 30 giorni di tempo per concedere o negare o lasciar trascorrere infruttuosamente il termine. Vergognosamente , ignobilmente e miserabilmente , alle ore 17,00 del trentesimo giorno  l’ufficio tecnico trasmetteva via fax, via posta certificata e via posta ordinaria, il diniego alla DIA privo di data e con la motivazione che l’intervento non ..”sarebbe riconducibile al risanamento conservativo…”.

 

Nel frattempo essendo in scadenza i  termini con i quali il TAR aveva ordinato al comune di esprimersi sul “piano di utilizzo “ presentato a febbraio , il comune  ha richiamato il diniego della DIA per confermare, anche se con motivazione diversa, il diniego al  “piano di utilizzo”.

 

Ovviamente abbiamo impugnato anche questo secondo diniego davanti al TAR chiedendo un provvedimento cautelare urgente  e depositando i motivi aggiunti, Stiamo attendendo le nuove disposizioni del TAR in questi giorni e ci auspichiamo che i provvedimenti cautelativi di urgenza vengano accolti.

 

in caso contrario, la nostra società , che  ha potuto contare sui finanziamenti bancari  grazie ad un ottimo rating commerciale ma anche alla credibilità  del business plan  sull’ ampliamento produttivo nel sito di Mesero, rischia di   trovarsi  fortemente impegnata finanziariamente  con un  investimento IMPRODUTTIVO  dagli effetti devastanti anche sulla occupazione attuale.  Nel corso del 2012 la  Sogedim  ha pagato la quota parte IMU di 26.000euro e nel presente anno  sostiene la totalità della tassa IMU per oltre 70.000euro SENZA POTER utilizzare il sito.

 

Tutti i lavori per l’ammodernamento e la messa in funzione del sito sono già stati appaltati e le imprese erano pronte a partire con le opere che sono state inibite dal comune.

 

Evidentemente l’amministrazione comunale di Mesero , il sindaco , e la dott.ssa Bianchi, per ragioni che francamente non riusciamo a comprendere non gradiscono le nostre iniziative di sviluppo e occupazione e continuano  imperterrite nel proprio ostinato sterile e puro ostruzionismo.

 

E pensare che il Sindaco si era impegnato ufficialmente, con tanto di verbali sottoscritti, ad “ attivare tutte le provvidenze per favorire l’insediamento di attività produttive per compensare la chiusura ESAB..” i verbali sono tutti pubblici e disponibili.

 

Ci viene anche il dubbio che forse il comune di Mesero, somaro inadempiente, incapace  di dotarsi di PGT nei termini stabiliti  stia cercando scientemente di ESTORCERE all’impresa oneri non dovuti per un sito esistente da 45 anni ? non lo sappiamo.

 

Forse che  il nostro insediamento di Mesero,  troppo vicino al  nuovo (ora fallito) piano integrato “infastidiva” il sindaco o qualche suo interesse ? Non sappiamo neanche questo.

 

L’unico rimedio da parte nostra è impugnare tutti gli atti ritenuti illegittimi avanti al TAR  e segnalare alla procura della repubblica questi atteggiamenti  ostruttivi che porteranno inevitabilmente  il comune di Mesero a dover  corrispondere danni gravissimi.

Tutti i documenti relativi alle comunicazioni scritte sono disponibili. 08.07.2013

 

Emanuele Codazzi

MD /CEO

 

Phone ++390297207.313

fax ++390297207.396

mob ++393356079395

mail:emanuele.codazzi@sogedim.it

 

 

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  • 183 Questionari in occasione di Cemento sui Denti per valutare l'amministrazione e la sua idea di espansione cementifera
  • 80 Firme circa per ottenere il Referendum sulla Legge Elettorale, in attesa di approvazione. (Settembre 2011)
  • 251 Firme Raccolte per ottenere il Referendum sull'Acqua Pubblica, poi passato (Giugno 2010).
  • 200 Firme circa per i Referendum del V-Day 2 di Aprile 2008
  • 83 Firme per la Proposta di Legge Parlamento Pulito dell'8 Settembre 2007, ancora nei cassetti dei palazzi romani.
 
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